In una intervista al Financial Times il direttore del Fondo Monetario Internazionale ha preso posizione sulla crisi del credito:

“I really think that the need for public intervention is becoming more evident.”

 Cosa significhi questo lo chiarisce molto bene:

“Effort has to be made on loan restructuring. With respect to the banks, if capital buffers cannot be repaired quickly enough by the private sector, use of public money can be examined.”

Le banche hanno fatto il passo più lungo della gamba, prestando troppo e male. Per tutta risposta il responsabile di una delle più importanti istituzioni finanziarie mondiali propone che a sostenere i costi di investimenti sbagliati sia “il pubblico”. Chi sia “il pubblico” è presto detto: tutti tranne ovviamente le banche che non hanno modo di far fronte alle loro responsabilità.

Non ci si deve poi stupire se periodicamente capitino cose di questo tipo, e mettano in pericolo posti di lavoro e risparmi: la consapevolezza che se anche le cose dovessero andare male “qualcuno” comunque metterà una pezza è un incoraggiamento a prendersi rischi esagerati.

 

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